La Civiltà Cattolica
Sunday, August 31st, 2008|
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Cover of the issue of 5 August 2006. |
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| Categories | national press |
|---|---|
| Frequency | biweekly |
| Circulation | 15,000 |
| Publisher | GianPaolo Salvini S.I. |
| First issue | 6 April 1850 |
| Country | |
| Based In | (Rome, Italy) |
| Language | Italian |
| Website | http://www.laciviltacattolica.it/ laciviltacattolica.it |
| ISSN | 0009-8167 |
La Civiltà Cattolica (Italian for The Catholic Civilization) is an Italian biweekly magazine (or periodical) printed by the Jesuits and founded April 6, 1850 in Naples. It is considered to be prestigious in the scene of catholic magazines. The intent of the magazine is that it be destined to the public, and not just to a specialized audience..
Contents
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History
The founding of the periodical
The magazine was founded in Naples by a group of Jesuits.
It’s first inspirer and director was the Jesuit priest Carlo Maria Curci. The idea that brought him to founding the magazine was that of defending “the Catholic civilization”, as then it was conceived as being threatened by the enemies of the Church, and in particular by the liberals and by the masons who were giving many outlines for the national unification of Italy:
| “ | Bringing the idea and the movement of civilization to that Catholic concept which it seems to have divorced from for about three centuries | ” |
|
—Padre Curci |
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The first issue came out on April 6, 1850. Father Curci expressly desired that it be published in Italian and not in Latin, which the Jesuit superiors would have preferred.
Father Curci obtained the full support of Pope Pius IX, who wanted to have the right means of defending Catholic thought, and of Cardinal Giacomo Antonelli. Instead the Superior General of the Jesuits of that time, Father Joannes Philippe Roothaan (1783-1853), was not enthusiastic of the initiative, for fear that if the magazine were to get involved in political issues, the Society of Jesus could be damaged by this.
Among the first editors are the following Jesuits:
- Luigi Taparelli D’Azeglio (1793-1862), philosopher of law.
- Matteo Liberatore (1810-1892), scholar of thomist philosophy, he was also on the cutting edge of the social teaching of the Church, to the point that Pope Leo XIII will ask him to write the Papal Encyclical Rerum Novarum.
- Antonio Bresciani (1798-1862), scholar of literature.
- Giovanni Battista Pianciani (1784-1862), scholar of Natural science.
The Jesuit fathers Carlo Piccirillo (1821-1888) and Giuseppe Oreglia di Santo Stefano (1823-1895) also gave a hand, while they were yet students.
Many of these fathers will then form the first College of Writers, established “perpetually” on February 12, 1866 with the Apostolic Brief Gravissimum supremi of Pope Pius IX. Up until 1933 the writers stayed anonymous, while from that year on the articles were then signed.
And so the magazine had from the start a polemical or fighting tone to it, which it kept for quite a while. This was the typical style of the 19th century (see also “Christian apologetics”), a style which among other things was also typical of the adversaries of the Church.
Because of the censorship of the police of the Bourbons of the Kingdom of the Two Sicilies, the editorial office was transferred to Rome in 1850. It seems that there was a persecution coming from “freemason counselors and administrators imbued with an anti-curialist spirit”.
After undergoing this move towards Rome the La Civiltà Cattolica magazine took on ever more the guise of being the faithful voice of the thought and of the directives of the Holy See.
In 1870, after the Italian troops entered Rome, the publication was suspended for two months. Between 1871 and1887 the editing staff resided in Florence.
The 19th century battles
As a protagonist of the cultural debate that took place in Italy e in the Church in the second half of the 19th century, La Civiltà Cattolica contributed in a decisive manner to the Syllabus of Errors, to the First Vatican Council (1869-1870) and, above all, to the task of restoring thomist philosophy, which will come about especially during the pontificate of Pope Leo XIII (1878-1903).
It also always held a prominent role in the Italian political arena, following up closely on the events that led up to the political unification of Italy and led to the so-called Roman Question (a political dispute between the Italian Government and the Papacy from 1861 to 1929): after the “Porta Pia breach” (1870), it was always an obstacle for the liberalist political party, which was a minority in the country. And just so it also held up the polemic against modernism.
The reactions of the lay culture
The culture of the Laïcité reacted to the workings of La Civiltà Cattolica by founding in Turin the magazine Il Cimento, which was printed between 1852 amd 1856. With this in their hands, the philosopher Bertrando Spaventa (1817-1883), who was close to the thought of Hegel, and the literary historian Francesco De Sanctis had the proposal of confuting the articles of the catholic magazine.
The first half of the 20th century
All’inizio del Novecento la rivista si rivolgeva alla maggioranza cattolica degli italiani, nel tentativo di costruire una scuola per una classe dirigente preparata ad affrontare il futuro, soprattutto dopo il graduale venir meno del non expedit.
Anche durante il fascismo la rivista puntò soprattutto alla formazione della classe dirigente, ovviando all’assenza di figure di rilievo nel movimento cattolico. Nel 1930, nell’ambito dello scontro fra Stato e Chiesa verificatosi dopo il Concordato del 1929, venne scoperto un legame fra il gruppo antifascista d’ispirazione monarchico-cattolica Alleanza Nazionale e Padre Enrico Rosa, in quel tempo direttore della rivista.
Nel 1936 La Civiltà Cattolica trattò della liceità delle annessioni coloniali. Il tema fu affrontato da padre Antonio Messineo (1897-1968) in un frangente delicato: in quel tempo infatti l’Italia era impegnata nella conquista dell’Etiopia e stava vivendo il conseguente scontro con la Società delle Nazioni.
Nel 1937 pubblicò la lettera, con cui i vescovi spagnoli presero posizione il 1° luglio dello stesso anno 1937 sulla guerra civile, sostenendo il movimento dittatoriale del generale Franco.
È del 1938 un articolo a firma di Enrico Rosa, in cui il gesuita analizza alcune critiche rivolte alla rivista da uno studio sulla questione ebraica. L’autore respinge le accuse secondo le quali la rivista assecondò nel 1890 due misure contro gli ebrei: la confisca dei beni e l’espulsione dall’Italia; il padre Rosa afferma che nessuna delle due può essere ammessa da uno spirito cristiano, e che la rivista non le appoggiò, pur ammettendo che il vigore della polemica propria di quel momento storico non aiutò a esprimere le posizioni nella forma più chiara. Al tempo stesso l’articolo di Enrico Rosa prende le distanze dal nascente antisemitismo fascista.
Secondo il giudizio degli storici cattolici La Civiltà Cattolica continuò sempre nella denuncia di tutti i totalitarismi che insanguinarono il 1900. Tale lettura non è condivisa dal resto degli storici, ed è stata messa in questione anche in tempi recenti (vedi oltre).
È degna di nota l’opera di padre Robert Graham, dedicatosi a smentire le teorie storiche sul preteso “silenzio” di papa Pio XII a proposito dei campi di sterminio nazisti.
Nel secondo Dopoguerra mise in guardia contro il pericolo comunista in Italia e nei paesi dell’Est europeo. Articoli di fuoco, come quelli firmati da Padre Riccardo Lombardi (1908-1979), richiamavano il mondo cattolico alla necessità di organizzarsi per combattere le sinistre nella campagna elezione del 1948.
In quel momento si verificò un dissidio interno al Collegio degli Scrittori sull’opportunità che i cattolici si alleassero con schieramenti diversi:
- Il direttore della rivista, Padre Giacomo Martegani (1902-1981), vedeva con favore un “asse” di destra fra Uomo Qualunque, Movimento Sociale Italiano e parte della Democrazia Cristiana e, insieme al vescovo di Pompei, monsignor Roberto Ronca (1901-1978), favoriva la costituzione del movimento Civiltà Italica.
- In pratica prevalse invece una linea conforme, anche se critica, alle strategie di Alcide De Gasperi (1881-1954), rappresentata da padre Antonio Messineo e da padre Salvatore Lener (1907-1983).
right|thumb|Lo stemma della Compagnia di Gesù
After the Second Vatican Council
Ecclesial outlooks
La rivista diede un’amplissima informazione sul Concilio Vaticano II, al quale alcuni suoi scrittori parteciparono anche in qualità di periti.
Da allora la rivista non assunse più un tono di opposizione, ma di dialogo col mondo moderno, nello sforzo di non venire meno alla verità cristiana e senza compromessi, alla ricerca di un dialogo tra fede e cultura.
Il lungo pontificato di papa Giovanni Paolo II influì inevitabilmente anche sulle scelte della Compagnia di Gesù e sulla rivista, favorendo la prospettiva missionaria e la ripresa di articoli apologetici, e il lavoro sulla Nuova Evangelizzazione di un mondo culturalmente sempre più disomogeneo e attratto da punti di riferimento diversi da quelli del Vangelo.
In the Italian political arena
Nel momento del compromesso storico la rivista portò avanti un costante appello all’unità politica e partitica dei cattolici, cosa che sfociò in un pressante e perdurante richiamo a «rifondare» la DC.
Nel frattempo stava avanzando il processo di secolarizzazione della società italiana, visibile nelle sconfitte referendarie su temi come il divorzio e l’aborto. I cattolici divennero minoranza nel paese, e s’indebolì la loro forza politica, fino alla frammentazione e alla «libera uscita» dell’elettorato democristiano dopo la caduta del Muro di Berlino (1989) e l’inizio di Tangentopoli.
Recent disputes
The La Civiltà Cattolica magazine and anti-semitism
David Kertzer, nel suo libro I Papi contro gli ebrei (2001), accusa la Chiesa cattolica di aver sostenuto, con il suo antigiudaismo, l’antisemitismo dei totalitarismi del XX secolo. In particolare riporta che nel 1882 La Civiltà Cattolica annunciò con soddisfazione le prime manifestazioni dei movimenti politici antisemiti moderni che organizzavano congressi internazionali. Riporta pure che nel 1890 nella stessa rivista apparvero tre lunghi articoli sulla “questione giudaica” che negli anni successivi furono riuniti in un libretto di 90 pagine diffuso per ogni dove.
Tale libro è stato oggetto di un pubblico dibattito sul Corriere della Sera tra lo stesso autore del libro e padre Giovanni Sale S.J.. Nella sua replica, il gesuita osserva è vero che c’era stato un antigiudaismo, ma che «la rivista però modificò poi il suo antigiudaismo… E per impulso di Pio XI, a partire dal 1934, pubblicò alcuni articoli contro l’antisemitismo razziale». Inoltre «La Civiltà Cattolica fu l’unica rivista italiana che si oppose, già nell’agosto 1938, alla legislazione razziale emanata da Mussolini il 1º settembre 1938».
Constants
The relationship with the Holy See
Caratteristica specifica de La Civiltà Cattolica è il suo particolare rapporto con la Santa Sede. Quando il fascicolo della rivista è ancora in bozze viene inviato alla Segreteria di Stato per l’approvazione definitiva.
Il giudizio della Santa Sede verte essenzialmente su tre punti:
- La conformità degli articoli con l’insegnamento ufficiale della Chiesa in materia di fede e di morale: alcuni articoli di particolare rilievo teologico e morale sono rivisti anche dalla Congregazione per la Dottrina della Fede o da altri Dicasteri competenti della Curia Romana.
- La conformità o almeno la non sostanziale difformità con gli indirizzi seguiti dalla Santa Sede nei confronti degli Stati, in particolare nei confronti dell’Italia.
- L’opportunità o meno di pubblicare taluni articoli in particolari situazioni.
Il lunedì che precede la data di pubblicazione il direttore è ricevuto in udienza in Segreteria di Stato: gli vengono comunicate le osservazioni fatte sul fascicolo, e queste sono discusse per decidere quali devono essere necessariamente inserite nella rivista e quali invece sono lasciate al giudizio e alla prudenza del direttore.
Nonostante ciò, la rivista esce sotto la responsabilità dei gesuiti che fanno parte del Collegio degli scrittori e per loro iniziativa circa gli argomenti trattati. La revisione vaticana non comporta che La Civiltà Cattolica sia un organo ufficiale e neppure ufficioso della Santa Sede; significa soltanto che quanto è pubblicato non è in contrasto con gli indirizzi di quest’ultima sui vari problemi.
The structure of each issue
right|thumb|300px|Il francobollo commemorativo dei 150 anni della rivista (2000)
Esce il primo e il terzo sabato del mese.
In tutti i numeri si trovano, fin dall’inizio, i seguenti contenuti:
- L’editoriale, che affronta problemi significativi per la vita dell’uomo, della società e della Chiesa;
- articoli di formazione e riflessione teologica, filosofica, morale, sociale, politica e letteraria;
- note e commenti che partono da interventi sulla stampa o da libri e che ne presentano una lettura cattolica;
- tre servizi di cronaca: vita ecclesiale, Italia ed estero;
- la rubrica bibliografica con recensioni e segnalazioni, e una scheda di presentazione di un film o di una rappresentazione teatrale.
Writing committee
Il direttore è designato dal Superiore Generale della Compagnia col beneplacito della Santa Sede.
La redazione prende il nome di Collegio degli scrittori della Civiltà Cattolica (secondo gli Statuti di Pio IX ancora in vigore), ed è composta interamente da padri gesuiti. Tale Collegio è corresponsabile in solidum di tutto ciò che si pubblica: il lavoro della rivista è collegiale.
Today
Today’s writing committee
Gli scrittori attuali (ovvero nel 2006) sono:
- GianPaolo Salvini, direttore
- Michele Simone, vicedirettore e notista politico
- Guido Valentinuzzi, segretario
- Virgilio Fantuzzi, spettacolo e comunicazione
- Luciano Larivera, economia
- Giovanni Marchesi, teologia dogmatica e cronaca della Chiesa
- GianDomenico Mucci, cultura e spiritualità
- Giovanni Sale, storia
- Antonio Spadaro, letteratura
- PierSandro Vanzan, teologia pastorale
Gli scrittori emeriti sono: Ferdinando Castelli, Giuseppe De Rosa, Angelo Macchi, Giuliano Raffo, Giovanni Rulli.
Number of copies printed, circulation, readers
Il primo fascicolo fu stampato in 4.200 copie, e se ne dovettero fare sette successive edizioni. Dopo quattro anni la tiratura era di 13.000 copie: numero notevole per l’epoca, tanto che il tipografo dovette acquistare in Inghilterra una macchina celere in sostituzione di quella per la stampa a mano.
Gli abbonati erano 6.307 già alla fine del primo trimestre, e salirono ben presto a 11.800, cifra record per quei tempi: il periodico divenne la prima pubblicazione italiana a diffusione nazionale.
Attualmente la rivista è inviata in abbonamento postale ed è in vendita nelle librerie cattoliche e in altre librerie maggiori.
La tiratura è (2006) tra le 15.000 e le 16.000 copie. Il lettore tipico è una persona di cultura medio alta, principalmente di formazione classica, oltre naturalmente a molti preti, religiosi, e istituzioni cattoliche: conventi, biblioteche, seminari, ecc.
The La Civiltà Cattolica magazine and Wikipedia
La rivista ha dedicato un articolo a firma del padre Antonio Spadaro a Wikipedia.
L’articolo analizza il significato di Wikipedia nel contesto culturale italiano, ne analizza la storia, e ne mette in evidenza pregi e limiti.
La sua conclusione è:
Dalla descrizione e dalle valutazioni compiute comprendiamo bene come Wikipedia rappresenti un sogno illuminista di descrivere il mondo, che però si scontra con le difficoltà di accreditarsi come compendio di sapere credibile, mantenendo nel contempo anonimato, flessibilità e continua apertura a nuovi collaboratori. Nello stesso tempo questa «utopia» rovescia il sogno dell’enciclopedia tradizionale, intesa come costruzione autorevole, organica e integrata del sapere. Infatti Wikipedia è come un organismo vivente: cresce (al ritmo del 7% ogni mese), si “ammala”, è sottoposta a composizioni e scomposizioni interne, ad accrescimenti e riduzioni continue. Ma soprattutto Wikipedia nasconde un’altra utopia, a suo modo, ambigua: la democrazia assoluta del sapere e la collaborazione delle intelligenze molteplici che dà vita a una sorta di intelligenza collettiva. Questa utopia potrebbe nascondere una nuova forma di “torre di Babele”, che ha il suo tallone di Achille non solo nell’inaffidabilità, ma anche nel relativismo.
Notes
- ^ The official website says in this regard:
“ Gli argomenti vi sono trattati in modo che possano essere compresi anche da persone non specializzate in quella materia; ma la trattazione è, per quanto possibile, scientificamente rigorosa e seriamente approfondita. ” (Translates: “The topics are treated in such a way that they can be understood even by people who are not specialized in that area; and yet they are treated, as far as possible, in such a way as to be rigorously scientific and seriously examined.”)
- ^ In the second half of the 19th century Freemasonry had about 300 members in Parliament.
- ^ http://www.alleanzacattolica.org/idis_dpf/voci/c_civilta_cattolica.htm, n. 3
- ^ È il divieto imposto ai cattolici da papa Pio IX di prender parte attivamente alla vita politica nazionale
- ^ Vedi il Testo integrale. Tale lettera fu ignorata anche da L’Osservatore Romano
- ^ La questione giudaica e “La Civiltà Cattolica”, in La Civiltà Cattolica, anno 89 - Vol. IV - 1° Ottobre 1938 - quaderno 2119
- ^ Titolo originale: The Popes against the Jews, Alfred A. Knopf Inc. 2001
- ^ Citato da http://www.uaar.it/ateismo/opere/52.html
- ^ Entrambi gli interventi appaiono in un post del vaticanista Sandro Magister
- ^ http://www.laciviltacattolica.it/Quaderni/2005/3722/Articolo%20Spadaro.html, La Civiltà Cattolica 2005 III 130-138
References
- Pollard, John F. (2005). Money and the Rise of the Modern Papacy: Financing the Vatican, 1850–1950. Cambridge University Press.
Bibliography
- Francesco Dante, Storia della “Civiltà Cattolica” (1850-1891). Il laboratorio del Papa, Studium, Roma 1990
- Giovanni Sale S.J., “La Civiltà Cattolica” nei suoi primi anni di vita, in La Civiltà cattolica, anno 150°, volume I, quaderno 3570, 20-3-1999, pp. 544-557.
- Giuseppe De Rosa S.J., La Civiltà Cattolica. 150 anni al servizio della Chiesa. 1850-1999, La Civiltà Cattolica, Roma 1999
- Marco Invernizzi, Il movimento cattolico in Italia dalla fondazione dell’Opera dei Congressi all’inizio della Seconda Guerra Mondiale (1874-1939), Mimep-Docete, Pessano (MI) 1995
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